Grande nudo disteso



E' un quadro di Amedeo Modigliani detto Modì o Dedo. Lo dipinse a Parigi, nell'appartamento del suo mecenate, poeta e mercante d'arte, esule polacco Leopold Zborowski, l'amico degli ultimi anni della sua vita. Di Amedeo Modigliani sono conosciute la sregolatezza, l'uso di alcool e droghe che lo etichettarono come l'artista maledetto. Un vero bohèmien.

La sua arte si definisce subito dopo l'arrivo a Parigi che lo vede giovanissimo, appassionato dell'arte italiana, ch'egli voleva riprendere e adattarla a quei climi così incredibili e di crisi dell'inizio del Novecento. Dopo aver studiato presso Micheli del gruppo del Macchiaioli e il vecchio Fattori e presso La scuola di Nudo di Firenze, (ha visto intanto gli Uffizi, Roma e l'arte romana) la parentesi Veneziana presso la Scuola di Belle Arti lo accosta ai rossi della pittura di Tiziano, Tintoretto, Giorgione, e nel corso della Biennale di Venezia agli Impressionisti, avanguardie degli ultimi anni dell'Ottocento, oltre che all'uso di droghe.
A Parigi trova un ambiente vivacissimo, ogni stravaganza e sregolatezza è possibile. E' la città dove si concentrano tutte le ricerche e le novità in campo artistico, ove si trasferiscono tutti gli inquieti, additabili ovunque, che qui trovano l'ambiente adatto per esprimersi.
Approda prima a Monmatre nel 1906, presso le Bateau Lavoir, una Comune di artisti squattrinati: le prime influenze sono da Toulouse-Lautrec, Cèzanne, Picasso, Matisse. Ma capisce che il suo è un modo di fare pittura individuale, non assimilabile al resto dei Movimenti del tempo a cui non aderirà mai: Cubismo e Manifesto Futurista ad esempio. Ma anche ai Fauves di Cèzanne e altri.

Comincia a maturare uno stile proprio dove il segno è tutto, dal disegno parte nel delineare le forme dei suoi Ritratti, e dal disegno nasce la sua volontà di scolpire. Forma d'arte cui si sente destinato, e per la quale darà vita a 25 opere prima di abbandonarla per sempre per i motivi di malattia polmonare, data la Tbc contratta in giovane età e cui spesso ricade per l'indigenza e la sregolatezza nell'uso di alcool e droghe. Si dice che bevesse per tenersi caldo e non avesse da mangiare.
Il suo tratto è nitido, comprende forme e movimenti dell'animo, in pochi tratti raffigura le forme umane con l'inconfondibile stato d'animo. Le immagini che ci restituisce Modigliani hanno in sé il tratto arcaico delle figure tribali, tanto care alla tendenza del tempo nel riscoprire forme d'arte primitiva, africana, che tanto influenzano Picasso, ma Modigliani nasce in Italia la lezione araba e spagnola di Picasso non gli appartiene, mutua questa tendenza riportandola dentro l'iconografia gotica più tipica della sua terra e delle figure che ha veduto. Egli vede e immagazzina, la sua arte se ne nutrirà. Forse ha visto Les Mademoiselles de Avignone di Picasso, forse.
In questo nudo disteso, esposto al Moma di NY, dipinto nel 1917, la rilassetezza è lo stato d'animo, lo sfondo rispetto alla figura umana è tratteggiato con pennellate più grossolane, mentre il corpo viene modellato morbidamente e in più definite pennellate la pelle della modella. Lo sfondo è rosso cupo, i suoi rossi e i blu sono inconfondibili, come i suoi sfondi quasi assenti su cui prevale la forma umana, spesso usci o informi, non dà peso all'ambiente che circonda, solo alla figura umana.
Questo atteggiamento si ripeterà in quasi tutte le sue opere, quasi tutti ritratti, solo quattro paesaggi dipinti in Costa Azzurra quando con Jeane Hébuterne, l'amore della sua vita e al nono mese di gravidanza giunse per via della guerra e i bombardamenti su Parigi. Sembra l'ultimo periodo sereno per Dedo dai colori che usa nei paesaggi, o dai ritratti che compone i cui soggetti sono bambini e in colori più leggeri e pastello.
Jane Hébuterne, pittrice in erba, ch'egli conosce quando questa ha soli 19 anni, dalla bellezza stupefacente, cui dedica moltissimi ritratti, alcuni anche addolciti dalle forme morbide della gravidanza, va a vivere con lui contro la volontà dei genitori.


Mi piace ricordare Occhi Azzurri, un' immagine della donna con gli occhi assenti, tipici dei suoi ritratti, ch'egli ama pennellare come due macchie azzurre. La dolcezza e l'amore ch'egli trasferisce in questi ritratti raccontano la bellezza dell'Amore che li ha uniti, oltre ad una dimensione propria dell'artista nell'amare le donne. Il dipinto è esposto al Museum of Arts di Filadelfia negli USA.
Si dice di Modigliani dell'irascibilità, se ubriaco, come la timidezza e l'amabilità se sobrio, e dei suoi disegni ceduti per farsi offrire da bere e su cui scriveva dessins au boire. Della morte a 34 anni per meningite tubercolare, del suicidio di Jeanne incinta del secondo figlio a un giorno di distanza, dei funerali solenni e gli omaggi che gli furono tributati da tutto l'ambiente artistico di Parigi, della sepoltura che vede insieme i due innamorati nel cimitero di Père Lachais di Parigi, ma solo dopo 10 anni dalla morte dell'artista.
Della fine in stato di incoscienza, prima di essere ricoverato all'Hopital de la Charitè in delirio, attorniato da scatole di sardine e bottiglie vuote, per due giorni avvinghiato a Jeanne pietrificata dal terrore.
Un quadro di Modigliani viene battuto attualmente per milioni di euro e/o di dollari presso le aste più prestigiose:  Christie's a Parigi o Sotheby's a New York.
La figlia, Jeanne Modigliani, fu cresciuta in Italia dalla nonna, Eugènie Garsin, ebrea come il marito Flaminio Modigliani.

(Clotilde Alizzi)

(questo post è in collegamento con A piedi nudi)

Commenti

  1. FedericoMoccio28 marzo 2014 09:45

    Ne capisco di arte quanto di poesia quindi mi appello a poche cose ahaha
    Grandissima storia di Modigliani raccontata da Clotilde, una vita sregolata e libera, non la conoscevo e mi piacque veramente tanto leggerla.
    Dei tre dipinti il primo è sicuramente interessante, il terzo ha qualcosa di inquietante, saranno gli occhi completamente del tutto azzurri e l'assenza di espressione nel volto di questa donna?
    Complimenti, Clotilde!

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    1. Federico quegli occhi azzurri sono l'anima, è il più bel quadro che Modì fece di Jeane. E' il colore della spiritualità, della trasparenza, della bellezza dell'anima. Questo il tributo dell'uomo e dell'artista verso questa donna.
      Amedeo ebbe una altra storia importante con una poetesse inglese Beatrìce e un figlio ancora da un'altra, ma scelse lei.

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  2. Eccomplimentoni a Clotilde e al supporto che ci siamo creati con i due pezzi in linea.
    La storia dell'arte secondo CLA ha un suo perchè, finalmente sembra scritta da una a cui l'arte piace!!!
    gd

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    1. L'Arte non può non piacere. Guardala con gli occhi che dipingono e tu sai farlo, come lo so fare io per incantarsi in quei perchè dell'artista. Quei perchè sono tutto

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    2. tantissime pubblicazioni di storia dell'arte sembrano voler dimostrare quanto è bravo l'autore a scrivere in modo complicato.. lo vedo con i libri dei miei figli, sono impossibili!
      gd

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    3. Purtroppo sui libri che parlano d'arte prevarica ed emerge solo la nozionistica e l'esibita cultura del critico, mai l'opera che funge solo da pretesto allo scrivente per mostrare se stesso. Se si dovesse imparare ad amare l'arte attraverso questi scrittori-critici o critici-scrittori saremmo come elefanti in una cristalleria. Per fortuna nel nostro DNA c'è la ricerca del bello. Per scrivere bene d'arte si deve amare l'arte e non se stessi. Clotilde conosce ama e fa arte. Ecco svelato il mistero del suo bellissimo e coinvolgente scrivere sull'arte.

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    4. Ecco perchè sono coinvolta nell'Arte. Alba lo può capire. Farla e parlarne è la stessa cosa

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  3. È proprio vero che "La morte crea l'artista". Un uomo difficilmente raggiunge la notorietà se non è trapassato.. poi, aste milionarie. Questo è molto triste.
    Ciò detto, articolo molto completo e "delucidativo", ben fatto, grazie! Parlare d'arte non è mai abbastanza ;)

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    1. La morte si ha reso ricchi molti artisti. Nel caso di Modigliano lui stava diventando ricco in vita. Ma spendeva tutto nei suoi vizi. La notorietà lo colse nella morte, poco prima di morire. Lui dipingeva mentre beveva. Molti artisti si drogavano o ubriacavano, sia a quel tempo sia in tempi recenti. Il binomio va insieme. Basta pensare Greenvillage a NY che diviene la fucina artistica di tanti artisti, scrittori e artisti: Andy Warool ad es. andavano a droghe. NY come Parigi centro della cultura, fucina dell'Arte nelle due epoche, Ottocento e Novecento. Modigliani non cercava però quello che altri artisti cercavano nelle dipendenze. Servivano a rendere più sopportabile la sua condizione, l'indigenza. Lo riscaldavano e nutrivano.
      Grazie del codividere l'interesse per l'Arte

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  4. La vita di Modigliani è molto affascinante e come tu hai dimostrato non si può non parlarne quando si parla delle sue opere. I suoi ritratti dalle orbite vuote oppure tutte azzurre secondo me continuano a ispirare un'idea di mistero

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    1. In questi lui mette l'anima. Se avesse dovuto dipingere gli occhi della foto che correda il post di Giorgio le avrebbe dovute fare bianche. Guarda bene quella foto, ti rendi conto che ha la stessa posa di questo quadro, o stesso filtro nasa.e il iano degli occhi che lui fa diventare blu.
      E' il colore dell'anima. Sono assenti, blu verso la propria anima che mostra al ondo nel colore che dà più serenità e pace. E' la sensazione provata dall'artista nel guardare quegli occhi. E il colore è tutto

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    2. Correggo: ...lo stesso filtro nasale, il bianco degli occhi che lui fa diventare blu

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    3. Grazie per la tua risposta :) adesso è ancora più chiaro

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  5. Questa connessione tra i due pezzi (già sperimentata) mi pare una delle cose più BELLE che questo blog possa offrire, racconto e studio. L'arte, narrata da chi l'ama e la conosce, non è solo interessante, riesce a gratificare a pieno chi legge, arricchisce informando.
    Grazie dunque anche a Cla, leggerti è sempre bellissimo.
    Mi sovviene adesso che tu e Giorgio potreste andare in tandem all'infinito come le coppie celebri per la comicità voi sareste una variante innovativa per il campo letterario!.

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    1. Ci stiamo provando. Ma l'esperimento più bello è addolcire Giorgio. Ma a lui non dirlo. Si sta Clotildizzando!
      Grazie degli apprezzamenti. La mia mission è diffondere e qui riesco a nuotare in un elemento che mi è congeniale: l'Arte come espressione pittorica o figurativa e la scrittura come mezzo d'espressione per divulgarla. Sapere, anche per me è diventato un arricchimento, perchè leggo tante cose, di Modigliani ad esempio non avevo letto mai niente. prima di ora. Solo i suoi quadri che non avevo apprezzato a fondo fino ad ora. Questo ad esempio Occhi blu mi è sempre piaciuto. Per quegli occhi. Ora capisco perchè

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    2. te lo dissi e te lo ribadisco, per te c'è già pronto il titolo del tuo prossimo post "Cicoria e tumazzo", ispirato a 'zzu Binnu!
      GD

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    3. Adesso sono seria: Giorgio ha dato prova di un modo di scrivere davvero professionale. Il tema trattato, scritto come va scritto. Grande professionalità. MA la cosa stupenda è che prediliga questi temi. Dunque perdonata e niente picurazzate.
      Ma sono pronta sai? A scuola da te si impara!

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  6. Clotilde grazie per questa finestra aperta sull'arte che affronti con grande passione e con uno stile di alta scrittura, che è solo tuo. Nelle opere del Modigliani c'è alcool, litigi, donne, amore e la sua depressione che rendono la sua pittura diversa. Lui raffigura "i colori dell'anima" e in questo ritratto il colore celeste degli occhi penso sia simbolo di comunicazione, di creatività, di riflessione; il colore del cielo che esprime armonia e mistero.Sai che Modigliani sarà ospite con le sue opere autentiche al Palazzo blu di Pisa il prossimo inverno?
    Nina

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    1. si so che a Pisa c'è la mostra su Modi a fine anno. Ma allora ci andiamo tutti insieme. A Pisa a gennaio al Palazzo BLu ho visto Andy Warool... incredibile. Vi parlerò di lui in seguito. Quante cose ancora da dire...!!!! Livorno era la sua città natale. La leggende che lui buttò le sue opere nel Fosso, forse ha un fondamento. Resta un mostero. Ma di sicuro tre o quattro opere sue originali furono trovate a livorno presso un operai cui le donò/lasciò nel breve soggiorno che fece dopo alcuni anni che già viveva a Parigi.
      C'è un'altra cosa che vorrei dire: La grandezza di Modigliani come artista sta nel fatto che dipinga secondo le indicazioni del tempo (tribale, africano, ) ma restituendo ai volti la loro vera espressione: sono dei veri ritratti, e anche lo stato d'animo. In questo lui è un grande di tutti i tempi.
      Gli Italiani si sa...poeti, naviganti, entori e ARTISTI!

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  7. Genio sregolatezza malattia, gli elementi per essere un artista maledetto ci sono tutti!
    A me il Modigliani piace, mi piacque studiarlo, (la cosa che mi ha sempre colpito di lui sono sti lunghi colli che ritrae o crea con le sculture, alle sue donne), e mi piace, oggi, leggerne nei termini in cui ne scrivi tu: ci attrai alla vita e all'arte di quest'uomo con tale semplicità e compiutezza da farmiti dire BRAVA.
    Emoticon del "bella sta lanna!"
    L.I.

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    1. Sti colli lunghi come tu dici e ricordi sono bellissimi nelle sculture. Peccato che non abbiamo messo le foto. Ma sono delle sculture favolose, come nessuno aveva mai fatto prima e che hanno una modernità assoluta, ancora oggi validissima. Le statue le scolpiva su ogni cosa: anche i materiali erano off-limite per le sue scarse finanze. Pensa che usava i travertini del metrò, rubati nottetempo, o delle grosse pietre nei cantieri di costruzione. A nulla valsero le sue proteste quando interrarono un grosso blocco che aveva cominciato a scolpire, nelle fondamenta di un palazzo in costruzione. Come dire: un palazzo a Parigi ha nelle fondamenta una sua scultura... Bello sto Modigliani no? Bello e maledetto. Si è fatto strada all'estero...Dovunque andiamo siamo mitici.

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  8. Grazie Lucia so che ti piace questa lanna. Ne facciamo una insieme? Che ne dici se analizziamo un'opera insieme? Che so scegli tu: Picasso o Van Gogh, Andy Warhol o artisti di strada 2... Ma prendiamo un'opera una sola e ci lavoriamo sopra. Ti va?

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  9. Tempo permettendo ti dico siiiiiiii!
    Gli artisti che hai citato sopra tra l'altro mi piacciono tutti.
    Grazie Clo, sei davvero una grande.
    Luce.

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    1. E allora diciamo Picasso o VanGogh?

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